Nick name Apollo (anche se scrivo gli
articoli con lo pseudonimo Diegus per via di motivi tecnici), di
ottima annata (classe 1972), sono in sella ad una due ruote fin da
piccolo (beh, ai tempi era priva di motore). Ricordo ancora le gite
per i campi in pieno inverno... che freddo!
Il mio primo contatto con una due ruote
motorizzata è stato nel lontano 1988, quando mio padre con
buona parte di una mancia lasciatami in eredità da mio nonno
mi prese una Honda XL 125 Parigi-Dakar.
Davvero una gran moto, scarsina quanto
a CV rispetto alle concorrenti dell'epoca per via del motore 4
tempi, compensava con consumi ancor oggi da guinness (3-4 litri per
100Km) e con un sound corposo e piacevole, tipico di cubature ben
più generose.
Quella moto, pensate che esiste ancora!
Certo il contachilometri ha fatto il giro già diversi anni
fa... ma cosa volete... è una Honda!
La passsione per le moto nasce così,
grazie ad una piccola 125 che in realtà terrò per molto
molto tempo.
Abitando appena fuori Milano, questa
piccola 125 diventa il mio cavallo di città per muovermi
spedito senza dover dipendere da mezzi pubblici sempre pieni e dagli
orari infelici.
Per un certo periodo viene anche
affiancata da un vecchio Garelli VIP-4 preso di terza o quarta mano.
Su quel Garelli imparo com'e' un
motore, com'e' un cambio, faccio le mie prime conoscenze con bielle,
carburatori e tutte le parti meccaniche principali.
Motore completamente rifatto, un bel 75
Polini con 15 pari e Giannelli SpitFire, un piccolo bolide da oltre
90Km/h.
Alla fine della sua lunga carriera l'ho
venduto per poche lire ad un ragazzetto che venne a ritiralo con la
madre... per 100.000 si porto via oltre al mezzo una infinità
di accessori tra marmitte e accessorietti vari, diciamo che gli feci
fare l'affare, che felicità però che vidi nei suoi
occhi!!!
Tornando a noi, il 1997 fu l'anno della
svolta, perchè in pieni studi universitari decisi che era il
momento di cambiar moto. Fui però colto da una visione...
automodellismo dinamico.
Che decisione ragazzi, moto nuova o
moto vecchia ma automodello a scoppio 1:8?
Fu davvero dura, ed infine decisi per
la cosa più ovvia: automodellismo RC 1:8.
Il periodo 1997-2000 fu memorabile.
Io e mio padre formavamo un
efficentissimo team in cui io ero il pilota e lui il team manager e
capomeccanico.
Ricordo ancora con nostalgia le
sessioni di prove libere sempre alla ricerca dell'assetto ideale, a
macinare giri su giri con il cronometro. Per non parlare dei pit-stop
in stile Benetton degli anni d'oro in cui eravamo rapidissimi,
nonche' l'ottimizzazione estrema del carburante che ci aveva permesso
di arrivare ad un pit-stop in meno degli altri.
Che bei tempi.... ma quanto tempo che
bisognava dedicarci. Almeno un paio di sere a settimana eravamo in
garage fino a mezzanotte e poi una domenica si e una no c'era una
gara, più ovviamente il sabato mattina di prove libere.
C'erano poi le gare singole... insomma, il tempo non bastava mai.
Poi come tutte le cose belle è
finita, ma forse è stato meglio così, aver appeso le
scarpe al chiodo nel momento migliore mi permette ora di avere solo
bei ricordi di una avventura che non potrò mai dimenticare.

La vita riprese così come era
sempre stata, fatto salvo che finita l'università cambiai
completamente lavoro (prima facevo l'elettricista installatore) e
iniziai a lavorare per una società di ingegneria informatica.
Nel 2002 acquistai un Dylan 150 di cui
rimasi più che soddisfatto e con cui feci 20.000 Km in poco
meno di 2 anni.
Arriviamo al 2004! Ebbene si, stregato
dal Ducati Monster decisi che era quello che volevo. Per andare al
lavoro infatti le 2 ruote non erano più utilizzabili in quanto
ero andato ad abitare in provincia e mi servivo del treno.
Ma, incredibile a dirsi, il
concessionario di Ducati Milano di Sesto S.G. non è sembrato
interessato a nuovi clienti: l'impressione che ho avuto non è
stata infatti quella di un concessionario felice di mostrarti un
prodotto, felice di venderti qualcosa in cui lui stesso per primo
crede, bensì sembrava che fossi li per rompergli le scatole,
come se li infastidissi chiedendogli stupidi gadget in omaggio.
Stupefatto mi dissi, ma se mi trattano
così ora che devo comperargli una moto nuova, come mi
tratteranno se vengo per esporgli un problema? Tanto più che
avevo messo in chiaro la mia intenzione di pagare subito in contanti,
cosa che dubito sia comune specie al giorno d'oggi.
Beh, cara Ducati di Sesto S.G. non è
certo il modo migliore questo per trattare i clienti. Che ne abbiano
troppi? Certo che a mio modesto parere perdere un cliente pagante è
da stupidi.
Gira e rigira decido che devo trovare
un'altra moto, una moto che mi possa dare la stessa soddisfazione che
mi sarei aspettato dal Monster.
Giro un po' tutti i concessionari, ma
non trovo la moto che fa per me. Ero quasi deciso per uno Z1000, ma
non ero ancora appagato e decisi di aspettare.
Venendo da una famiglia di Hondisti,
decisi di tornare da Aroni, il mio concessionario di fiducia giusto
per farmi un giretto.
E fu proprio li che la vidi. Era li in
esposizione, tra un VFR e un CBR 1000 RR. Rossa, doppio scarico,
BICILINDRICA, 1000cc, quadrante da brivido rispetto a quello del
Monster, cupolino bello ed accattivante specchietti fantastici e i
serbatori di frizione e freno in plastica in pieno stile racing.
Eppure la prima volta che le ero passato davanti non l'avevo notata!
La guardo, la riguardo, ci giro
intorno, ancora una volta finchè poi pronuncio la fatidica
frase: “Pino, posso provare a salirci?”
E fu proprio mentre ero sopra di lei
che lei mi chiese di portarla via con me. Lei sarebbe stata sempre
mia!
Fu come si dice.... “amore a prima
cavalcata”!
Da quel giorno siamo inseparabili
compagni di divertenti scorrazzate su e giù per l'appenino e
le alpi: siamo fatti l'uno per l'altra, entrambi amiamo le curve e
odiamo l'autostrada, non ci piace la velocità fine a se
stessa, mentre andiamo matti per le accelerazioni.

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